L’Albero della Vita

L'albero Della Vita

L’Albero della Vita è un antico simbolismo che illustra l’idea che tutta la vita sulla Terra sia correlata. Presso alcune culture viene chiamano Albero della Conoscenza, che collega il cielo e il mondo sotterraneo, mentre l’Albero della Vita, rappresenta un collegamento tra tutte le forme di creazione, comunque sono entrambe rappresentazioni dell’Albero Cosmico.

Nell’antico Egitto l’albero di acacia di Iusaas (in greco Saosis) era considerato alla stregua di un albero della vita, riferendosi ad esso come l’albero in cui sono racchiuse sia la vita che la morte. Riferimenti all’Albero della Vita possono essere trovati nell’antica Assiria, in Cina, così come nel Paganesimo germanico e nella mitologia norrena, nel Giudaismo, nella Kabbalah, nel Cristianesimo, nei testi vedici dell’India, nelle fonti del Regno di Urartu e in Mesoamerica.

Nella mitologia norrena è anche conosciuto come Yggdrasil, un immenso albero centrale presente nella cosmologia norrena. Si diceva che fosse l’albero del mondo attorno al quale esistevano i nove mondi. Il suo nome è generalmente considerato come Cavallo di Ygg (oppure di Odino). Yggdrasil è attestato nell’Edda poetica, compilata nel XIII secolo da fonti tradizionali precedenti, e nell’Edda in prosa, scritta nel XIII secolo da Snorri Sturluson (Hvammur, 1179 – Reykholt, 1241 egli è stato uno storico, poeta e politico islandese). In entrambe le fonti, Yggdrasil è un immenso frassino centrale che era considerato sacro. Gli Dei si recano presso Yggdrasil ogni giorno per tenere i loro tribunali. I rami di Yggdrasil si estendono lontano nei cieli e l’albero è sostenuto da tre radici che si estendono lontano in altri luoghi; uno al pozzo Urðarbrunnr nei cieli, uno alla sorgente Hvergelmir e un altro al pozzo Mímisbrunnr. Le creature vivono all’interno di Yggdrasil, incluso il drago Níðhöggr, un’aquila senza nome, e i cervi Dáinn, Dvalinn, Duneyrr e Duraþrór.

È anche una rappresentazione di un cosiddetto albero guardiano. Un albero antico (spesso si tratta di un tiglio, un frassino oppure un olmo) che cresce nel lotto della fattoria e per questa ragione potrebbe essere definito un albero guardiano, e si credeva che lo proteggesse dalla sfortuna. Spezzarne una foglia o un ramoscello era considerato un reato grave. Il rispetto per l’albero era così grande che la famiglia che lo ospitava poteva persino adottare un cognome ad esso correlato. Si credeva spesso che i wight (creature immaginarie) presenti nel cortile vivessero sotto le radici dell’albero loro custode, e per loro si sacrificavano dolcetti per essere liberati dalla malattia o dalla sfortuna.

Continuando fino al XIX secolo, gli alberi guardiani erano venerati nelle aree della Germania e della Scandinavia, considerati protettori e portatori di fortuna, talvolta venivano fatte loro offerte. La posizione dell’albero al centro era considerata fonte di fortuna e protezione per divinità e uomini.

Per coloro che seguono il percorso di perfezionamento offerto dal Druidismo massonico l’Albero della Vita può essere un simbolismo interessante, da approfondire con cura, fonte di notevole soddisfazione.

Fr∴ Arielo (Unus Ex Nobis)